venerdì 13 marzo 2009

GIOCHI DI GRUPPO e GIOCHI TRADIZIONALI nella SCUOLA PRIMARIA


Ho creato questa pagina per sviluppare un progetto volto a valorizzare il patrimonio della tradizione  locale: recuperare le memorie perdute, riconoscersi in un ritmo di generazioni, ricostruire saperi sovrapponendo i propri stili di vita a quelli di coloro che ci hanno preceduti, senza nostalgia o improbabili desideri di ritorno al passato, ma con una progressiva acquisizione di forme di esperienza del mondo utili per un futuro possibile.

La scuola primaria, per la particolare fascia di età, costituisce il luogo privilegiato ove più facilmente e consapevolmente possono cogliersi identità e differenze a livello spaziale e temporale con la riflessione mediata sul fluire del tempo e sull’essere personalmente inseriti in tale incessante processo.

L’iniziativa GIOCHI TRADIZIONALI si propone di contribuire al processo di crescita attraverso la conoscenza e la pratica dei giochi tradizionali attinti dal patrimonio culturale dei nonni e sperimentati attraverso la dimensione del gioco motorio, che è espressione privilegiata dell’interiorità infantile, capace di investire pienamente il piano delle potenzialità affettive, intellettive e creative.

Il ricorso alle tradizioni popolari nelle attività didattico/educative della primaria si colloca, così, in un ambito relazionale e riflessivo, in un processo di relativizzazione dei punti di vista, in un percorso del “diventare grandi” che aiuta i bambini a costruire la propria storia personale, radicata nel passato, immersa nel presente ed orientata al futuro. 

FINALITA’: riscoprire, conoscere i giochi della nostra terra, con le loro regole, i loro strumenti e i loro aspetti socio-culturali, che li caratterizzano. 

Per quanto riguarda la parte dei GIOCHI DI GRUPPO il progetto mira ad accompagnare il bambino nella scoperta della propria personalità e socialità, offrendo anche un’opportunità per riflettere più  approfonditamente su alcune esperienze di incertezza e difficoltà, e su quali risorse possono mettere in gioco per affrontarle in maniera efficace.

Con l’entrata nel periodo della latenza, a partire dai 7 anni fino ad arrivare agli 11, il bambino attraversa quella che Piaget definisce la fase “sociale” caratterizzata dai  giochi con regole.
E’ in questo periodo della vita che si iniziano a vivere realmente i rapporti con gli altri e vi è maggiore aderenza alla realtà. Il bambino ora sperimenta la vita di gruppo e  si trova di fronte a determinate “regole” che è tenuto a rispettare. Lo spirito di competizione o di cooperazione che derivano dalle relazioni interpersonali, soprattutto in ambienti quali la scuola, il cortile, la palestra sportiva, portano il bambino a preferire giochi che rispecchiano tale realtà dove le regole vengono viste non più come imposizioni da accettare perché provenienti dal mondo adulto ma  mezzi necessari per il buon andamento del gioco stesso. Durante questo periodo il bambino cresce dal punto di vista delle capacità relazionali ma anche di concentrazione, attenzione e di autocontrollo. L’apertura alla conoscenza di se stesso, man mano che si approfondisce e si rafforza, permette al bambino di scoprire le differenti dimensioni che lo costituiscono: cognitiva, corporea, affettivo – emozionale e sociale. Il percorso formativo offre inoltre al bambino l’occasione di riflettere sulla globalità del suo stare con gli altri, delle sue emozioni, della differenza di genere attraverso l’espressione corporea, artistica e il gioco in gruppo


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